Mi è utile questo pensiero?

Nell’articolo precedente in cui descrivevo i consigli del dr. Harris su come affrontare le difficoltà del Covid 19, alla “F” di “Face” il primo invito era a stare focalizzate/i con quello che era sotto il proprio controllo. E cosa può essere sotto il proprio controllo se non il momento presente?


Perché puoi forse fare qualcosa rispetto a ciò che era tre mesi fa, un anno fa, dieci anni fa…? La mente sicuramente è abituata per sua natura a tornare nel passato, molto spesso per trovare una soluzione a ciò che è stato detto o fatto che riteniamo non andasse bene, ma è una vana speranza, perché ciò che è stato non può essere cambiato.
Certamente è utile pensare a dove si è sbagliato per fare meglio la prossima volta, ma una volta compreso è bene fermarsi.
Il rischio è quello di ritrovarsi nel mezzo della notte a ruminare (termine tecnico per indicare un ripetuto pensiero sulle stesse cose avvenute nel passato) per esempio su cosa avremmo dovuto dire o fare in quella determinata situazione che ancora brucia dentro di noi. E il risultato sarà soltanto quello di essere senza energie sufficienti il giorno dopo per quello su cui davvero abbiamo il controllo, la nostra vita presente.
Capito cosa è andato storto, lasciare andare ciò che è stato è quanto di più saggio possiamo fare per noi, chiedendosi: “Mi è davvero utile fermarmi su questo pensiero?”.


E per ciò che sarà domani, tra sei mesi o tra alcuni anni, sei sicura/o che puoi controllare quello che accadrà?
Naturalmente si può programmare, cercare di definire quanto meglio si può il nostro futuro, ma l’esperienza dovrebbe averci insegnato che per quanto si cerchi di dettagliare le nostre mosse, la vita va molto spesso in un verso che è diverso da come ci aspettavamo. Non solo peggiore, ma magari migliore, oppure né meglio né peggio, ma comunque in modo diverso. Prova a pensarci, non è forse sempre così?
E allora, di nuovo, catturate/i con la mente in un tempo che ancora non c’è, a rimuginare (come sopra, pensiero ripetitivo ma su ciò che potrebbe accadere in futuro) su cosa accadrà tra poco, più tardi o chissà quando, può essere utile fermarsi e chiedersi: “Mi è utile questo pensiero?”.

Questo arrovellarsi della mente su passato e/o futuro, ti aiuta a vivere meglio? Ti aiuta a impegnarti in quello che veramente conta per te? Perché il punto è proprio questo: trattenendo questo passato e questo futuro quante delle nostre forze impieghiamo? Non sarebbe più salutare ma anche più proficuo lasciar andare ciò che ci trattiene dal passato, ormai trascorso, e lasciare ciò a cui ci aggrappiamo nel futuro ricco solo di incognite?

Lasciare andare ciò a cui ci aggrappiamo
può davvero essere una liberazione

Questo attimo, e questo, e questo… è quanto abbiamo per poter decidere in modo attivo e consapevole come investire le nostre menti e i nostri cuori per una vita più piena di significato. Per farlo è importante riscoprire i propri valori, ossia quello che per ciascuno/a è importante nella propria vita.

E se il momento che stiamo vivendo è denso di emozioni difficili, stiamoci in contatto senza evitarle, perché sono tutte degne di attenzione e rispetto, anche quelle più difficili. Ma ne parleremo più in dettaglio un’altra volta.
Nel frattempo posso intanto dire che il modo migliore per starci in contatto senza fuggire è respirare… semplicemente. Tornare al respiro è come un’àncora che permette alla nave in tempesta di rimanere ferma nonostante le onde alte e il vento.

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